La Regione vuole infatti concedere un ulteriore contributo ai comuni che realizzano orti urbani, secondo il modello regionale sperimentato ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della l.r. 82/2015, da affidare in gestione prioritariamente a strutture associative costituite da giovani. L’intervento è attuato nel contesto della Legge regionale 23 dicembre 2019, n. 79 “Disposizioni di carattere finanziario. Collegato alla legge di stabilità per l'anno 2020”, articolo 15 “Centomila orti in Toscana”
Sono ammesse a contributo le spese sostenute per tutte le opere e i lavori necessari alla realizzazione degli orti, nonché eventuali spese da sostenere necessarie all’acquisizione dei terreni, all’ottenimento di permessi o alle verifiche preliminari alla individuazione dell’area, o infine ulteriori spese, dettagliatamente richiamate nel progetto, comprensive di acquisti di beni e di attrezzature purché coerenti con la realizzazione del modello di orto definito dalla Giunta Regionale. Possono inoltre essere ammesse a contributo spese relative alla comunicazione e alla divulgazione dei progetti presso la popolazione, nonché le spese sostenute per l'apposizione della specifica cartellonistica.
Il contributo concesso dall’Amministrazione regionale ai Comuni coinvolti nella realizzazione della sperimentazione è stabilito nella quota del 70% delle spese effettivamente sostenute e documentate dal Comune; nel caso di lavori svolti in economia, con il ricorso a manodopera dipendente del Comune, la spesa sostenuta è comprovata dalla presentazione di un computo metrico consuntivo dei lavori realizzati. La quota restante, pari al 30% delle spese effettivamente sostenute e documentate, è pertanto a carico del Comune richiedente. L’importo massimo del contributo regionale che può essere assegnato e liquidato al singolo Comune beneficiario è pari a 20.000 €. Lo stanziamento deliberato è pari a 300.000 €.
